Archive for May, 2009
Matrix: Quando la finzione supera la realtà
Matrix è un film di fantascienza del 1999, scritto e diretto dai fratelli Andy e Larry Wachowsky. Il termine matrix deriva dal latino matrix, matricis e può essere tradotto in italiano con “madre” o “nutrice”, “matrice”, “utero”, od anche… “canale”.
Le Matrix sono però anche elementi di tipo tabellare derivanti da strutture matematiche, molto utilizzate nei programmi per computer per associare dati tra loro.
E’ stata una folgorazione la sua visione!!! Dopo aver visto “Il cielo sopra Berlino“, “Blade Runner” e “Tutte le Mattine del Mondo”, credevo che nessun’altro film potesse rivelare verità piu’ profonde.
Matrix mi ha fatto cambiare opinione. Nel film, nella sua storia, nei monologhi, nei personaggi ed anche nei loro nomi è raccontato in maniera magistrale quello che invano tento di spiegare malamente in questo blog.
Questo blog come ho detto piu’ volte, è nato con l’intento di farmi incontrare dei “compagni di viaggio” e forse credo che abbia quasi esaurito il suo compito. Vi lascio con alcune frasi della trilogia di Matrix.
Frasi che richiedono prolungate meditazioni. «Cos’è Matrix?.»
« Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà? »
«Purtroppo, nessuno può dire cos’è Matrix. Tu devi vederlo di persona.»
«Libera la tua mente.» «La lotta per il futuro comincia.» «Credere l’incredibile.» «La realtà è una cosa del passato.» «Matrix ha te.» «Tutto ciò che ha un inizio, ha una fine.» «Il futuro non è amichevole» «Ricorda: Il cucchiaio non esiste.» «Benvenuto nel mondo reale.» «Non pensare di esserlo. Convinciti di esserlo.»
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Start Slide Show with PicLens LiteIl Corpo, l’Anima ed i Nocchieri della Nave in Tempesta. Plotino
Plotino é il primo filosofo dell’ antichità , che scrive di proprio pugno i suoi scritti.
“Che dalla regione intelligibile le anime muovano innanzitutto verso il luogo celeste, si potrebbe provarlo con gli argomenti seguenti.
Se il cielo è ciò che v’è di meglio nello spazio sensibile, è ovvio che esso sia contiguo agli ultimi fra gli esseri intelligibili. I primi a ricevere la vita che viene di lassù sono dunque i corpi celesti ed essi ne partecipano perché sono i più atti a parteciparvi.
Il corpo terrestre è l’ultimo, ma esso è per natura meno capace di partecipare dell’anima ed è più lontano dall’essenza incorporea”
“E poi, le cose illuminate hanno bisogno di maggior cure; perciò, come nocchieri di navi in tempesta che con crescente affanno si dedicano al governo della nave e dimenticano sé stessi al punto di non accorgersi di essere travolti nel naufragio, così le anime precipitano in basso con tutto il loro essere, ma sono trattenute nei loro corpi, legate con catene magiche, tutte prese dalla sollecitudine per la loro natura corporea.
Ma se ciascun vivente fosse come l’universo e avesse un corpo perfetto, autosufficiente e non esposto ad influenze esterne, l’anima, allora, anche se di essa si dicesse che è nel corpo, non sarebbe affatto in esso ma gli elargirebbe la vita pur sussistendo tutta, immobile, in alto.”
Enneadi - Plotino
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Start Slide Show with PicLens LiteLa Sapienza, la Felicità e la Contemplazione
“Noi pensiamo che il piacere sia strettamente congiunto con la felicità, ma la più piacevole delle attività conforme a virtù è, siamo tutti d’accordo, quella conforme alla sapienza; in ogni caso, si ammette che la filosofia ha in sé piaceri meravigliosi per la loro purezza e stabilità, ed è naturale che la vita di coloro che sanno trascorra in modo più piacevole che non la vita di coloro che ricercano.
Quello che si chiama “autosufficienza” si realizzerà al massimo nell’attività contemplativa”.
…Se la felicità è attività secondo virtú, è logico che sia secondo la virtú piú alta; e questa sarà la virtú di ciò che vi è di migliore.
…. Tanto dunque che questo sia l’intelletto, o qualcos’altro – qualcosa che, ad avviso di tutti, per natura comanda e dirige e ha conoscenza delle realtà belle e divine: o perché è in se stessa divina, o perché è la cosa piú divina di ciò che è in noi – l’attività di questa parte secondo la virtú che le è propria costituirà la felicità perfetta. Ora, che questa attività sia un’attività contemplativa è stato detto. Questa conclusione – tutti lo ammetteranno – s’accorda sia con i risultati precedentemente guadagnati che con la verità.
… Infatti questa attività è la piú alta: giacché anche l’intelletto, di ciò che è in noi, è quel che vi è di piú alto e, delle cose che sono oggetto di conoscenza, le piú alte sono quelle intorno alle quali verte l’intelletto.
…..In secondo luogo è la piú continua: infatti possiamo contemplare con piú continuità che compiere una qualsiasi azione.
….Inoltre noi riteniamo che il piacere dev’essere mescolato con la felicità: ora, fra le attività secondo virtú, la piú piacevole è, per unanime consenso, quella secondo la sapienza.
Il certo è che tutti riconoscono che la filosofia possiede piaceri meravigliosi per purezza e per certezza ed è logico che trascorrere il tempo sia piú piacevole per chi conosce che per chi ricerca.
….Di piú, quella che vien detta “autosufficienza” riguarderà soprattutto l’attività contemplativa: infatti sia il sapiente che il giusto che gli altri uomini hanno bisogno delle cose necessarie per vivere; ma, fra coloro che sono sufficientemente provvisti di tali cose, il giusto ha bisogno di persone verso le quali e con le quali agirà con giustizia, e similmente anche il saggio ed il valoroso e ciascuno degli altri uomini virtuosi; invece il sapiente, anche restando solo con se stesso, è capace di contemplare; e ne è piú capace quanto piú è sapiente. Senza dubbio è meglio se ha dei collaboratori, ma in ogni caso è pienamente bastevole a se stesso.
….Inoltre tutti convengono che essa sola è amata per se stessa; da essa infatti non deriva nulla al di fuori del contemplare, mentre dalle attività pratiche ricaviamo, al di fuori dell’azione, un vantaggio piú o meno grande.
Tratto dall ”Etica Nicomachea” di ARISTOTELE
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