Archive for the ‘Leggende’ Category
Matrix: Quando la finzione supera la realtà
Matrix è un film di fantascienza del 1999, scritto e diretto dai fratelli Andy e Larry Wachowsky. Il termine matrix deriva dal latino matrix, matricis e può essere tradotto in italiano con “madre” o “nutrice”, “matrice”, “utero”, od anche… “canale”.
Le Matrix sono però anche elementi di tipo tabellare derivanti da strutture matematiche, molto utilizzate nei programmi per computer per associare dati tra loro.
E’ stata una folgorazione la sua visione!!! Dopo aver visto “Il cielo sopra Berlino“, “Blade Runner” e “Tutte le Mattine del Mondo”, credevo che nessun’altro film potesse rivelare verità piu’ profonde.
Matrix mi ha fatto cambiare opinione. Nel film, nella sua storia, nei monologhi, nei personaggi ed anche nei loro nomi è raccontato in maniera magistrale quello che invano tento di spiegare malamente in questo blog.
Questo blog come ho detto piu’ volte, è nato con l’intento di farmi incontrare dei “compagni di viaggio” e forse credo che abbia quasi esaurito il suo compito. Vi lascio con alcune frasi della trilogia di Matrix.
Frasi che richiedono prolungate meditazioni. «Cos’è Matrix?.»
« Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà? »
«Purtroppo, nessuno può dire cos’è Matrix. Tu devi vederlo di persona.»
«Libera la tua mente.» «La lotta per il futuro comincia.» «Credere l’incredibile.» «La realtà è una cosa del passato.» «Matrix ha te.» «Tutto ciò che ha un inizio, ha una fine.» «Il futuro non è amichevole» «Ricorda: Il cucchiaio non esiste.» «Benvenuto nel mondo reale.» «Non pensare di esserlo. Convinciti di esserlo.»
Popularity: 4% [?]
Start Slide Show with PicLens LiteAnime Compagne
Puo’ capitare che nel corso di un rapporto, di un matrimonio di lunga data, veniamo colti da un “trubbio” (piu’ che un dubbio) atroce. E se la persona con la quale convivo, con la quale ho dei figli in comune non fosse la persona giusta per me? Altri invece rimangono single a vita perchè non hanno ancora trovato la loro anima gemella.
Dedico a questo post a tutte le persone, nonchè a me stesso ( che sono sempre stato alla perenne ricerca di una persona che possedesse affinità elettive con il sottoscritto ) che, a torto, si sono sovente pentite di aver scelto l’attuale partner.
Nel brano in questione è Dio, o il nostro Dio Interiore, la nostra mente superiore, che ci racconta il perchè ci sia capitato proprio il partner che abbiamo e non un altro.
Di mio aggiungo che spesso, cambiando partner, ho ritrovato sempre persone con le medesime caratteristiche e difetti. Inoltre, ho scoperto che il sottoscritto assomigliava sempre caratterialmente e fisicamente ai papà delle donne con le quali ho intrecciato rapporti profondi e duraturi.
Anime compagne – Brano tratto dal famoso testo “Io Sono” che si dice sia da attribuire al leggendario Conte di Saint Germain
Esaminiamo ora alcune delle cose che io ti ho dato, specialmente quelle delle quali tu non puoi ancora riconoscerne come il Donatore.
Tu pensi, forse, che la posizione che occupi attualmente nella vita non sia la più adatta all’espressione della mia Idea che incalza entro di te.
Se così è, perché non esci da codesta posizione e non vai in quella che sceglieresti? Il fatto stesso che tu fai o non fai o non puoi fare ciò, prova che, per adesso, tale posizione è la più adatta a svegliare in te certe qualità necessarie alla mia perfetta espressione e che io, il tuo Sé, ti costringo a rimanervi finché tu non riconosca il mio intento e il significato nascosto nel potere che codesta posizione ha di turbare la tua pace di mente e di mantenerti così insoddisfatto.
Quando tu avrai riconosciuto il mio significato e il mio proposito e avrai deciso di rendere tuo il mio proposito, allora, solo allora, ti darò la forza di uscire da codesta posizione e di passare in ~un’altra che ho previsto per te.
Forse tu trovi che il marito o la moglie che ti ho dato sono ben lungi dal convenirti e dall’essere capaci di aiutarti nel tuo risveglio spirituale, ch’essi sono anzi un impedimento e un danno. E, tu, puoi avere segretamente desiderato di lasciare e perfìno aver coltivato l’idea di abbandonare quel compagno (o compagna) per un altro che è affine a te nelle aspirazioni e nella ricerca e che quindi ti sembra più vicino al tuo ideale.
Tu puoi sfuggire alla mia scelta primitiva, se vuoi, ma sappi che non puoi sfuggire alla tua personalità; che nella sua brama egoista di un compagno spirituale, tu sviluppi ancora di più il lato egoistico della tua natura; mentre un compagno antipatico ti obbliga a ripiegarti su te stesso, a volgerti all’interno, dove io dimoro.
Così pure un compagno amabile, fedele, condiscendente incoraggerebbe in te soltanto l’egoismo e la superbia, se tu non dimori ancora nella coscienza del mio amore impersonale; mentre un compagno tormentoso ti fornisce appunto la disciplina dell’anima di cui hai bisogno ancora e t’insegna il valore dell’opposizione e del dominio di se stessi.
Solo che tu lo sapessi, colui che assume la parte del tuo presente compagno è in realtà un angelo del Cielo, uno degli attributi del mio Sé divino, venuto a te per insegnarti con il dispotismo e l’opposizione, con l’egoismo, la durezza, il rigore – i quali sono soltanto ombre di qualità che esistono in te che la luce della mia Idea dentro, irradiando attraverso la tua annebbiata personalità, getta sull’anima del tuo compagno, oscurandola, inceppandola, legandola alla sua personalità, magnificando e nello stesso tempo distorcendo queste ombre di qualità nella sua personalità in modo che esse vengano innanzi audacemente, ostentando davanti a te il potere di turbarti e di tormentarti; per insegnarti che solo quando tu avrai purificato la tua personalità di tali qualità, in modo che il mio sacro amore possa esprimersi, tu potrai essere liberato dalle condizioni che ora turbano tanto la tua mente e rendono così infelice la tua anima.
Poiché, sappilo, quell’anima dolente e incatenata, questo angelo del cielo, questa altra parte di me e di te, è venuta a te e batte le sue ali contro la gabbia chiusa della tua personalità in cui tu l’aiuti a restar chiusa, mentre essa continuamente anela e si forza di chiamare a espressione attraverso te l’amore impersonale, la tenera, attenta cura verso gli altri, la calma della mente, la pace dei cuore, il sereno e fermo impero di sé che possono spezzare i ceppi, aprire le porte e permetterle di uscire nella libertà del suo glorioso essere ed essere per te il suo vero sé; soltanto allorché tu potrai vedere in quest’anima tutta la sua divina bellezza, benché ora ammalata e indebolita dai suoi ceppi terreni, sarà possibile per te trovare e riconoscere l’ideale che cerchi.
Poiché quell’Ideale non esiste all’esterno, in qualche altra personalità, ma solo dentro, nella tua controparte divina, che è Io, il tuo Sé superiore, immortale. È solo la mia Idea di questo tuo perfetto Sé, che si sforza di esprimersi e manifestarsi mediante la tua personalità, che ti mostra le apparenti imperfezioni nel compagno che io ti ho dato.
Tempo verrà, ad ogni modo, in cui tu cesserai di cercare al di fuori l’amore e la simpatia, la considerazione e l’aiuto spirituale, e in cui ti volgerai completamente a me dentro, e allora queste apparenti imperfezioni spariranno; allora tu vedrai nel tuo compagno soltanto il riflesso dell’amore altruista, della dolcezza, della fiducia, della fedeltà e lo sforzo costante a rendere gli altri felici, tutte qualità che irradieranno luminosamente e di continuo dal tuo proprio cuore.
Forse tu non puoi ancora credere completamente tutto questo e domanderai se io, il tuo Sé, sono proprio responsabile della tua presente posizione nella vita e se proprio io scelsi per te il tuo presente compagno. Se è così, è bene che tu ti interroghi finché tutto sia evidente.
Ma, ricorda, io parlerò in modo molto più chiaro direttamente dall’interno, solo che tu ti rivolga fiducioso a me per aiuto. Poiché, io serbo sempre i miei più sacri segreti per quelli che si rivolgono a Me e che nutrono fede profonda e perseverante che io posso e voglio provvedere a ogni loro necessità. Ma a te, che non puoi ancora fare questo, io dico: se il tuo Sé non ti mise dove ti trovi e non ti diede il compagno che hai, perché allora tu sei così? Perché hai quel compagno?
Pensaci.
Io, il Tutto, il Perfetto, non commetto errori.
Sì, ma, tu dici, la personalità ne commette. E la personalità scelse quel compagno, e forse non ha meritato miglior posizione.
Ma che cosa e chi fece scegliere alla personalità proprio quel compagno e quella posizione? Chi scelse e collocò quel compagno in modo che tu potessi sceglierlo e chi ti fece nascere, fra tutti i paesi, proprio in questo paese e in questa città, fra tutte le città del mondo, e proprio in questo tempo? Perché non in un’altra città e cento anni dopo? Fu la tua personalità che fece queste cose?
Rispondi sinceramente a queste domande dinanzi a te stesso e imparerai che io, Dio in te, il tuo proprio Sé, faccio tutte le cose che tu fai e le faccio bene.
Le faccio nell’esprimere la mia idea, che cerca di manifestarsi continuamente in forma esteriore quale perfezione attraverso di te, mio vivente attributo, pur restando nell’eterno interiormente.
Quanto alla tua vera «anima compagna» che qualcuno ti ha indotto a credere che ti aspetti in qualche posto, smetti di cercarla; poiché essa non esiste al di fuori, in qualche altro corpo, ma dentro la tua anima.
Poiché ciò che in te chiede complemento è solo il tuo senso della mia presenza, dell’Io dentro, anelante di essere riconosciuto; Io, la tua controparte divina, la tua parte spirituale, la tua altra metà a cui soltanto tu devi essere unito, prima che tu finisca ciò che sei venuto a esprimere in Terra.
Questo è invero un mistero per te che non sei ancora sposato nella coscienza al tuo Sé impersonale. Ma non dubitare; se tu verrai in completa rinuncia e non ti curerai d’altro che dell’unione con me, ti schiuderò le dolcezze dell’estasi celeste che da lungo tempo ho in serbo per te
Popularity: 1% [?]
Start Slide Show with PicLens LiteLa Luce nei Testi Sacri di tutte le Religioni e non – settima parte- Il Pimandro di Ermete Trismegisto
Ho estrapolato anche in questa occasione, solo i passaggi che fanno riferimento alla Luce.
IL PIMANDRO è uno dei testi ermetici di Ermete Trismegisto - Wikipedia
Il mitico personaggio da cui prese il nome la filosofia Ermetica.
In Egitto, era il Dio Thoth o Thot.
È anche il nome generico di molti scrittori Greci di filosofia e di Alchimia.
Ermete Trismegisto è il nome di Ermete, o Thoth.
Come Ermete-Thoth-Aah è Thoth, la luna; il suo simbolo è il lato illuminato della luna,
E’ anche associato al Cinocefalo, la scimmia con la testa di cane, per la stessa ragione per cui Anubis era uno degli aspetti di Thoth.
La stessa dottrina è alla base della forma del Dio Indù Ganesa o Ganpat, Dio della Saggezza, figlio di Parvati e Shiva, raffigurato con la testa di elefante.
È il più misterioso degli dei. Come serpente, Ermete Thot è la Saggezza divina creatrice.
I Padri della Chiesa parlano molto di Thoth-Ermes.
Trimegisto, termine avente il significato di tre volte grandissimo, epiteto riferito ad Ermete, dal greco Hermes, per i latini Mercurio, che sarebbe il nome attribuito dai Greci antichi appunto a Thoth, il Dio egizio lunare, patrono delle scienze, e considerato l’inventore della scrittura geroglifica, detta “Parola Divina”.
Era raffigurato antropomorfo, simile all’uomo, con il capo dell’ibis, uccello a lui consacrato, e portava sul capo il crescente lunare.
Sembra ormai quasi accettato dagli studiosi, il fatto che Ermete sia vissuto in Egitto, come uomo, nei tempi primordiali, probabilmente all’inizio delle prime dinastie, quindi molti secoli primadi Mosé.
Alcuni lo inquadrano addirittura come contemporaneo di Abramo.
Secondo alcune antiche tradizioni ebraiche, Abramo avrebbe addirittura attinto da Ermete buona parte delle conoscenze mistiche per cui ci è noto.
I dialoghi ermetici vengono presentati come delle rivelazioni di Ermete Trismegisto ( Ermete tre volte grande) riguardo la natura divina, l’antropogonia, la cosmogonia, l’escatologia, la filosofia religiosa ed altro.
I personaggio dei testi ermetici, oltre a Ermete stesso, sono Iside, Aslepio (identificato con l’Egiziano Imhotep/Imouthes), Ammone, Horus, il figlio di Iside e Agathos Daimon ( che corrisponde a Kneph).
Inoltre soltanto nei dialoghi ermetici appaiono personaggi come Poimandres, Tat ( figlio di Hermes-Thot ) e il sacerdote Bitys.
Questi dialoghi sono ambientati in Egitto.
Ermete fu identificato, come già detto, dai greci con il dio egiziano Thot ( dio egizio Lunare della scrittura).
Questa identificazione risale almeno ad Erodoto ed è presente in Platone nel “Fedro”( con il mito di Theut) e nel “Cratilo”.
Sappiamo quindi che Ermete e Thot erano associati all’invenzione della scrittura, alla medicina, al regno dei morti, alla capacità inventiva, alla frode e all’inganno.
Sia Thot che Ermete avevano un ruolo demiurgico.
Una tradizione mitologica dice che l’Ermete dei testi del corpus era nipote del vero Ermete Trismegisto e aveva tradotto dagli originali egiziani gli scritti di suo nonno.
Secondo gli studiosi, tutto l’apparato ermetico si sarebbe formato tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C. e sarebbe stato influenzato da platonismo, aristotelismo, stoicismo e giudaismo.
Probabilmente esisteva una sorta di setta che custodiva i segreti di Thot ( forse come quella storicamente provata risalente ai tempi della costruzione delle piramidi: i seguaci di Horus)
La Luce nel “IL PIMANDRO” di Ermete Trismegisto
…..egli mutò di forma e allora, subitamente, tutto mi fu chiaro ed io vidi uno spettacolo prodigioso.
Tutto diventava una dolce e gaia luce la cui vista mi rallegrava.
E ne uscì un grido inarticolato che sembrava la voce stessa della luce.
Una parola santa discese dalla luce sulla natura e un fuoco puro si sollevò dalla natura umida verso l’alto, ed era sottile, penetrante e, nello stesso tempo, attivo.
” Questa luce – disse – sono io, l’Intelligenza, il tuo Dio che precede la natura umida uscita dalle tenebre, e il Verbo luminoso che emana dall’Intelligenza è figlio di Dio ” .
” Comprendi dunque la luce – disse – e conoscila ” .
A queste parole egli mi fissò a lungo ed io tremai nel guardarlo. E ad un cenno di lui vidi nel mio pensiero la luce e le sue potenze innimerevoli, il mondo infinito prodursi e il fuoco, mantenuto da una forza immensa, arrivare al suo equilibrio.
L’Intelligenza, il Dio maschio e femmina insieme, che è vita e luce, generò, mediante il Verbo, un’altra Intelligenza creatrice, il Dio del fuoco e dello spirito che formò, a sua volta, sette ministri racchiudenti nel loro circolo il mondo sensibile; e il loro governo dicesi Fato.
Ma l’Intelligenza, origine di tutte le cose, che è vita e luce, generò l’uomo simile a sé e l’amò come la sua creatura poiché era bellissimo e riproduceva l’immagine del padre.
L’uomo ricevette dalla vita e dalla luce l’anima e l’intelligenza; l’anima gli venne dalla vita, l’intelligenza dalla luce.
” Perché – diss’io – di vita e di luce è formato il Padre di tutte le cose donde è nato l’uomo “.
” Bada a quello che dici! – soggiunse. – Dio e il Padre dal quale l’uomo è nato sono luce e vita. Se dunque tu sai d’essere uscito dalla vita e dalla luce e dess’esserne formato, tu correrai verso la vita “
Rientrate in voi stessi, voi che foste nell’errore, che languiste lell’ignoranza, allontanatevi dalla luce tenebrosa e partecipate dell’immortalità, rinunciando alla corruzione
Io credo in te e te ne rendo testimonianza: io cammino verso la vita e la luce
L’Intelligenza e la Ragione che si abbracciano e son libere dal corpo, prive d’errore, impassibili e che restano fisse in sé stesse e contengono tutto, conservando tutti gli esseri ; e quasi loro raggi , sono il bene, la verità, il principio della luce, il principio dell’anima.
Dio non è l’Intelligenza, ma la Causa dell’Intelligenza: non è lo Spirito, ma la Causa dello Spirito; non è la Luce, ma la causa della Luce
Allora scaturì la luce santa e, disotto la sabbia, gli elementi uscirono dalla sostanza umida e tutti gli Dei distribuirono la natura feconda
Cercate un pilota che vi conduca verso le porte della Gnosi dove brilla la sfolgorante luce, pura di tenebre, dove nessuno s’inebria, dove tutti son sobrii e girano gli occhi del cuore verso colui che vuol essere contemplato, il non-udibile, l’ineffabile, l’invisibile agli occhi , ma visibile all’intelligenza e al cuore.
E’ una luce vivissima e penetrante, inoffensiva e piena d’immortalità.
Invece l’intelligenza, entrando nell’anima pia, la conduce alla luce della Gnosi .
Vedi, figlio , la pienezza dei beni che segue l’apparizione della verità, poiché l’invidia s’allontana da noi, e, per mezzo della verità, il bene ci giunge con la vita e con la luce, e non resta più in noi alcuna vendetta delle tenebre, ma, vinte dall’impeto , si ritirano .
La vita e la luce sono unite là dove nasce l’unità dello spirito
Gnosi santa, illuminato da te, io canto, per tuo mezzo, la luce ideale, io mi rallegro nella gioia dell’Intelligenza
Vita e luce, da noi a voi sale la benedizione.
Salva l’universale che è in noi, o Vita, illumina, o Luce, Spirito di Dio !
Popularity: 9% [?]
Start Slide Show with PicLens Lite
