Archive for the ‘Personaggi Celebri’ Category
Perle di Saggezza: Steve Jobs (Apple) – Siate affamati, siate folli
Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: “Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, un giorno avrai sicuramente ragione“. Mi colpì molto e da allora, negli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?“. E ogni qualvolta la risposta è no per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato.
Ricordarmi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire – semplicemente svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che abbiamo sempre qualcosa da perdere. Siamo già nudi. Non c’è ragione, quindi, per non seguire il nostro cuore.
Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso, in realtà non vogliono morire per andarci. Ma la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere, perché la morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della vita. E’ l’agente di cambiamento della vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo.
Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.
Quando ero un ragazzo, c’era un giornale incredibile che si chiamava ‘The Whole Earth Catalog’, praticamente una delle bibbie della mia generazione. è stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci aveva messo dentro tutto il suo tocco poetico.
E’ stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fatto con macchine per scrivere, forbici e foto Polaroid. E’ stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.
Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di ‘The Whole Earth Catalog’ e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono l’ultimo numero.
Era più o meno la metà degli anni Settanta. Nell’ultima pagina di quel numero finale c’era la fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l’autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi.
Sotto la foto c’erano le parole: ‘Stay Hungry. Stay Foolish‘, siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish: io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso lo auguro a voi. Stay Hungry. Stay Foolish.
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Start Slide Show with PicLens LiteNon sia di altri chi può esser di se stesso (il motto di Paracelso)
Theophrastus Paracelsus (1493-1541) insegnava i principi di una medicina a misura d’uomo. Si occupò anche di psicologia e di malattie mentali. Trattò e spiegò gli stati di mania, il ballo di San Vito, l’epilessia e le nevrosi. Si occupò delle ossessioni e dei sogni, dell’isteria e di psicoterapia.
AFORISMI DI PARACELSO
«Siamo angeli che dormono ancora il greve sonno della carne. .. L’uomo deve destarsi, aprire gli occhi alla verità se non vuole correre il rischio di attraversare la vita come un bruto incosciente.»
«Vi è nell’uomo un duplice potere attivo: l’uno che agisce invisibilmente, o potere vitale, e l’altro che agisce visibilmente o forza meccanica. Il corpo visibile ha le sue forze naturali, e il corpo invisibile ha le sue forze naturali egualmente; i rimedi di tutte le malattie o lesioni che possono colpire la forma visibile sono contenuti nel corpo invisibile…»
«Se conosciamo l’anatomia dell’uomo interiore, .. possiamo vedere la natura delle sue malattie al pari dei rimedi. Ciò che vediamo con gli occhi esterni è l’ultima materia.»
«Il ciarlatano studia le malattie negli organi colpiti, dove non trova altro che effetti già avvenuti, e [rimane] sempre un ignorante per quello che riguarda le cause. Il vero medico studia le cause delle malattie studiando l’uomo universale»
«Coloro che si limitano a studiare e a trattare gli effetti della malattia sono come persone che si immaginano di poter mandar via l’inverno spazzando la neve sulla soglia della loro porta. Non è la neve che causa l’inverno, ma l’inverno che causa la neve»
« come infatti attraverso uno specchio ci si può osservare con cura punto per punto, lo stesso modo il medico deve conoscere l’uomo con precisione, ricavando la propria scienza dallo specchio dei quattro elementi e rappresentandosi il microcosmo nella sua interezza [...]
l’uomo è dunque un’immagine in uno specchio, un riflesso dei quattro elementi e la scomparsa dei quattro elementi comporta la scomparsa dell’uomo.
Ora, il riflesso di ciò che è esterno si fissa nello specchio e permette l’esistenza dell’immagine interiore: la filosofia quindi non è che scienza e sapere totale circa le cose che conferiscono allo specchio la sua luce.
Come in uno specchio nessuno può conoscere la propria natura e penetrare ciò che egli è (poiché egli è nello specchio nient’altro che una morta immagine), così l’uomo non è nulla in sé stesso e non contiene in sé nient’altro che ciò che gli deriva dalla conoscenza esteriore e di cui egli è l’immagine nello specchio. »
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Start Slide Show with PicLens LiteEureka: Le Ultime Parole pronunciate da Edgar Allan Poe nella sua ultima conferenza, nonchè le ultime righe del suo ultimo libro.
Non c è alcun essere pensante che, a un certo punto luminoso della sua vita di pensiero, non si sia sentito perso in quel caos di futili sforzi di comprendere e credere che esista qualcosa di piu’ grande della sua anima
La totale impossibilità di un’anima a sentirsi inferiore a un’ altra; l’intensa e opprimente insoddisfazione e ribellione che accompagna quel pensiero: queste con le onniprevalenti aspirazioni alla perfezione, sono le lotte spirituali, che coincidono con le lotte materiali contro l’ Unità originale; queste sono, almeno per la mia razionalità , una specie di prova che supera di molto quanto l’uomo chiama la dimostrazione che nessun’altra anima è inferiore a un’altra; e che non cè, e non ci puo’ essere, nulla di superiore a qualsiasi anima; che ogni anima è , in parte, il proprio Dio, il proprio Creatore: in una parola che Dio, il Dio materiale e spirituale, ora esiste solamente nella Materia e nello Spirito diffusi altro non sarà che la ricostituzione del Dio puramente Spirituale e Individuale
In questa prospettiva e solamente in questa, capiamo gli enigmi dell’ingiustizia Divina, dell’Inesorabile Fato. Solo in questa prospettiva diventa intelligibile l’esistenza del male; anzi da questo punto di vista essa diventa addirittura tollerabile: La nostra anima non si ribella piu’ contro una Pena che abbiamo imposto a noi stessi, per la realizzazione dei nostri obiettivi, con lo scopo ( per quanto futile sia) di espandere la nostra Felicità.
Ho parlato di Memorie che infestano la nostra Giovinezza. Alle volte ci perseguitano anche nella maturità: assumono poco a poco forme sempre meno indefinite e ogni tanto ci parlano all’orecchio e dicono:
<< C’è stata un’epoca, nella Notte dei Tempi, in cui è esistito un Essere tutt’ora esistente, uno solo, in un numero assolutamente infinito di Essere Simili che popolano il territorio assolutamente infinito dell’ assolutamente infinito spazio. Questo Essere non aveva, e non ha, piu’ di quanto lo abbia tu stesso, il potere di estendere in misura tangibile la felicità della sua Esistenza; ma come è in tuo potere espandere e concentrare i tuoi piaceri (rimanendo pero’ sempre identico l’ammontare assoluto della felicità), cosi’ la stessa capacità apparteneva e appartiene a quest’Essere Divino, che passa la sua Eternità in perpetua variazione di Concentrazione e quasi infinita Diffusione di sé.
Quello che tu chiami l’Universo Astrale non è che l’espansione presente della sua esistenza. Egli ora sente la sua vita attraverso un numero infinito di piaceri imperfetti, dei piaceri parziali mescolati ai dolori di quelle cose inconcepibilmente numerose che tu designi come sue creature, ma che non in realtà che le sue infinite individualizzazioni.
Tutte queste creature, tutte, tanto quelle che tu chiami inanimate quanto quelle a cui non riconosci la vita, per il semplice motivo che non ne avverti la presenza, tutte queste creature hanno, in una misura maggiore o minore,una capacità di godere e soffrire: ma la somma generale delle loro sensazione precisamente quell’ammontare di Felicità che appartiene di diritto all’Essere Divino quand’è concentrato in Se Stesso.
Queste creature sono tutte quante , anch’esse, Intelligenze piu’ o meno coscienti: coscienti, primariamente, della loro identità; e secondariamente, grazie a dei barlumi deboli ed incerti,coscienti, della loro identità con L’Essere Divino di cui parliamo, della loro identità con Dio.
Delle due classi di coscienze supponiamo che la prima si vada indebolendo, e la seconda si rafforzi, durante la lunga successione di secoli che deve trascorrere prima che queste miriadi di Intelligenze individuali si congiungano, quando anche le luminose stelle si congiungeranno nell’Unità.
Ritengo che il senso dell’identità individuale ci confonderà gradualmente nella coscienza generale, e che l’Uomo, per esempio, smettendo impercettibilmente di sentirsi Uomo, raggiungerà alla fine quell’epoca di impressionante trionfo in cui riconoscerà nella sua esistenza l’esistenza di Geova.
Nel frattempo ricordati che tutto è Vita, vita, Vita nella Vita, la minore dentro la maggiore, e tutto dentro lo Spirito di Dio.>>
Nota: Il dolore che nasce dalla considerazione che dovremmo perdere la nostra identità personale cessa all’improvviso quando si riflette sul fatto che il processo descritto sopra non è , né piu’ né meno, che quello dell’assorbimento in se stessi, nell’intelligenza individuale, di qualsiasi altra intelligenza ( cioè dell’Universo.)
Se Dio puo’ essere tutto in tutto, ognuno deve essere Dio.
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