Il Corpo, l’Anima ed i Nocchieri della Nave in Tempesta. Plotino
Plotino é il primo filosofo dell’ antichità , che scrive di proprio pugno i suoi scritti.
“Che dalla regione intelligibile le anime muovano innanzitutto verso il luogo celeste, si potrebbe provarlo con gli argomenti seguenti.
Se il cielo è ciò che v’è di meglio nello spazio sensibile, è ovvio che esso sia contiguo agli ultimi fra gli esseri intelligibili. I primi a ricevere la vita che viene di lassù sono dunque i corpi celesti ed essi ne partecipano perché sono i più atti a parteciparvi.
Il corpo terrestre è l’ultimo, ma esso è per natura meno capace di partecipare dell’anima ed è più lontano dall’essenza incorporea”
“E poi, le cose illuminate hanno bisogno di maggior cure; perciò, come nocchieri di navi in tempesta che con crescente affanno si dedicano al governo della nave e dimenticano sé stessi al punto di non accorgersi di essere travolti nel naufragio, così le anime precipitano in basso con tutto il loro essere, ma sono trattenute nei loro corpi, legate con catene magiche, tutte prese dalla sollecitudine per la loro natura corporea.
Ma se ciascun vivente fosse come l’universo e avesse un corpo perfetto, autosufficiente e non esposto ad influenze esterne, l’anima, allora, anche se di essa si dicesse che è nel corpo, non sarebbe affatto in esso ma gli elargirebbe la vita pur sussistendo tutta, immobile, in alto.”
Enneadi - Plotino
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