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Misteri e Trucchi svelati: saper leggere nella mente altrui, da oggi ci riuscirete anche voi!
Nel corso dei millenni si sono susseguiti , senza sosta, falsi profeti, falsi maghi, illusionisti, prestigiatori e tanti, troppi ciarlatani. A voler essere buoni, il 98% delle volte, di trattava di “impostori”.
Senz’altro bisogna riconoscere loro determinate abilità, quali la padronanza della propria voce e l’abilità nel fare le pause giuste al momento giusto, la velocità delle mani, lo sguardo penetrante e magnetico. Ma tutto cio’ non bastava per generare una magia ed ecco allora ricorrere ai “trucchi”.
Ecco un effetto micidiale che lascerà sbalorditi i vostri amici.
Dopo una cena, scegliete due spettatori, che chiameremo A e B e spiegate che: “Ci sono tendenzialmente due tipi di persone a questo mondo: quelli che dicono sempre la verità e quelli che mentono sempre”.
Rivolgendovi poi ai due spettatori continuate: “Voglio che ognuno di voi decida, mentalmente, quale tipo di persona vuole essere, cioè se vuole essere chi dice sempre la verità o chi mente sempre”.
Appena gli spettatori vi hanno comunicato di aver deciso il proprio ruolo, fatevi prestare un anello emettetelo davanti ai due spettatori dicendo: “Mentre sarò voltato desidero che uno di voi prenda l’anello e se lo metta in tasca, nascondendolo completamente dalla mia vista”.
Consegnate l’anello e giratevi di spalle, ritornando con gli spettatori solo quando questi vi hanno confermato di aver nascosto l’anello. “Uno di voi ha un anello in tasca, e ognuno ha deciso quale ruolo recitare in questa dimostrazione di lettura mentale; però, affinché l’esperimento funzioni, è necessario che ognuno di voi conosca esattamente quale ruolo L’ALTRO ha deciso di recitare. Mi volterò nuovamente e ognuno di voi comunicherà all’altro se ha deciso di essere sincero o bugiardo”. Lasciate che gli spettatori si scambino le informazioni e ritornate verso di loro.
“Bene, ricapitolando: uno di voi ha l’anello in tasca, ed io non ho alcun modo di sapere di chi si tratta. Inoltre, tutti e due avete liberamente deciso di recitare un ruolo e, anche in questo caso, non ho modo di sapere alcunché. Ci sono numerose scelte che potreste aver effettuato.
Lei, signora, potrebbe aver scelto di dire la verità e lei, signore, di mentire. O viceversa. Oppure entrambi potreste aver deciso di dire la verità, o di mentire. Non c’è modo per me di sapere chi mi sta dicendo la verità e chi no: solo il vostro corpo, i vostri occhi e la vostra intonazione di voce mi potranno aiutare”.
Giratevi ora verso la prima persona, guardatela attentamente e dite: “Signora, si ricordi: se ha deciso di dire la verità sia onesta, se ha deciso di mentire dica una bugia e risponda: state per caso recitando tutti e due lo stesso ruolo?”.
Ascoltate la risposta e poi rivolgetevi al secondo spettatore: “Ha preso lei l’anello?”.
Ascoltate la risposta quindi affermate: “Bene, so chi di voi due ha l’anello. Vedete, il signore ha mosso leggermente il suo dito quando gli ho fatto la domanda, e questo l’ha tradito, perché mi stava mentendo. Inoltre la signora mi ha indicato inconsciamente con gli occhi chi aveva l’anello. Signore, posso avere l’anello che ha nascosto su di sé?”.
Il vostro amico vi ridà l’anello e voi prendete i vostri applausi.
La soluzione? Seguendo la presentazione, vi trovate al punto in cui uno degli spettatori ha in tasca l’anello, tutti e due hanno scelto se essere sinceri o bugiardi e, SOPRATTUTTO, ognuno sa esattamente l’altro che cosa ha deciso di essere.
Pertanto la domanda cruciale è la prima: “State per caso recitando tutti e due lo stesso ruolo?”. Se il primo spettatore risponde SI, vuol dire che l’altro dice la verità, se invece dice NO, vuol dire che l’altro dice le bugie.
Che la Luce sia sempre con Te!
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Start Slide Show with PicLens LiteMisteri e Trucchi svelati: Il cavallo che conosceva la matematica
All’inizio del secolo, in germania, un cavallo di nome Hans raggiunse gli onori della cronaca.
Il suo padrone, W. von Osten, non era un addestratore di circo come tutti gli altri.
Era infatti un seguace delle teorie di Darwin, che si era prefissato come missione di dimostrare quanto fosse grande l’intelligenza degli animali.
Von Osten impiegò più di dieci anni ad insegnare al suo cavallo l’aritmetica, la lettura, la musica.
I risultati, che richiesero molto tempo, superarono tuttavia le aspettative: il cavallo sembrava veramente dotato di un’intelligenza superiore; era in grado di risolvere problemi di matematica.
Gli spettacoli nei quali veniva presentato l’intelligente Hans (der kluge Hans) si svolgevano spesso nel cortile di casa Von Osten.
Il pubblico si disponeva in semicerchio attorno all’animale e proponeva al suo padrone una domanda di aritmetica: “Quanto fa 9 + 3?”.
Von Osten disponeva davanti all’animale nove oggetti su un tavolo e tre su un’altro.
Dopo aver esaminato gli oggetti davanti ausciva a farlo anche se il padrone lo diceva a voce o lo scriveva alla lavagna.
Il cavallo Hans conosceva il valore delle monete,sapeva fare le operazioni,alle domande che richiedevano come risposta un no o un sì, rispondeva scuotendo il capo lateralmente o verticalmente.
In breve, solo il linguaggio sembrava distinguere Hans da un essere umano, e noti educatori stimarono le sue capacità intellettive simili a quelle di un ragazzo di 13-14 anni.lui, il cavallo dava la sua risposta battendo con lo zoccolo una serie di colpi pari al totale dell’addizione.
Il pubblico aveva anche la possibilità di porre direttamente ad alta voce le domande all’animale, oppure di scriverle in caratteri arabi su pannelli, ed il cavallo rispondeva con altrettanta facilità.
Nel settembre del 1904, una commissione di esperti, che comprendeva anche l’eminente psicologo tedesco C. Stumpf, concluse, dopo un esame approfondito, che non vi era alcun trucco e che le esibizioni dell’animale erano veritiere.
Questa conclusione non convinse O. Pfungst, uno degli studenti del psicologo.
Con non poche difficoltà, alla fine Pfungst dimostrò che il cavallo reagiva alle attese di chi gli poneva la domanda. Il suo padrone era del tutto in buona fede, tuttavia, involontariamente comunicava all’animale il momento esatto in cui doveva interrompere il conteggio con lo zoccolo.
Il cavallo continuava a comportarsi bene addirittura quando von Osten era assente, forse perchè riusciva a percepire la crescente tensione del pubblico, tuttavia esso non possedeva nessun tipo di conoscenza matematica, ma rispondeva in funzione di ciò che da lui la gente si aspettava.
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