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I 7 tipi di umani (secondo Assagioli)
[Roberto Assagioli - Wikipedia
A mio modesto avviso, Roberto Assagioli è stata una delle figure piu’ “illuminate” del secolo scorso.
Come tutti i grandi italiani, anche lui non è stato profeta in patria. Basta provare a fare una ricerca su google e su altre fonti di ricerca online per scoprire che il 95% del materiale è in lingua inglese o spagnola.
“La generosa accettazione di una sofferenza inevitabile produce illuminazione e crescita interiore, e realizzazione” Roberto Assagioli
IL TIPO AMORE: E’ un individuo che può dirigere il suo amore verso oggetti materiali o può avere forti impulsi sessuali; sul piano fisico si distingue per l’amore per le comodità e per la pigrizia; sul piano emotivo appare dotato di estrema sensibilità e di capacità di identificarsi con gli altri; sul piano mentale è assetato di conoscenza.
IL TIPO VOLONTA’: A livello fisico è caratterizzato da coraggio, tendenza alla competitività, alla violenza ed alla distruttività. E’ un introverso che tende a nascondere le proprie emozioni e ha poca considerazione dei sentimenti propri e altrui.
IL TIPO DEVOZIONALE – IDEALISTICO: E’ caratterizzato dalla devozione ad un ideale, che può essere una personalità dotata digrandi qualità o un’idea religiosa, sociale o intellettuale. Il tipo devozionale è intensamente emotivo, appassionato e intransigente e non vede altro che il proprio ideale. Assagioli riconosce a questo tipo la funzione di “elevarsi interiormente con l’aiuto della sua ardente aspirazione fino alle vette più alte della coscienza, dove può avere la visione di alcuni dei grandi principi transpersonali.
IL TIPO ATTIVO PRATICO: E’ caratterizzato dall’attività intelligente. Trattasi di persone pratiche con notevole manualità. Emotivamente sono impulsivi ed impazienti, ignorano la sensibilità e l’immaginazione estetica ed applicano l’intelligenza solo ai problemi concreti, in quanto quelli teorici o filosofici non suscitano interesse.
IL TIPO CREATIVO – ARTISTICO: Il tratto distintivo è l’armonia, da cui consegue la manifestazione della bellezza. Dotati di buon gusto, sono però piuttosto squilibrati dal punto di vista emotivo. La mutevolezza della personalità, l’alternarsi di periodi di inattività a periodi di attività febbrile, è dovuto a mancanza di disciplina. Le sue qualità sono l’intuizione, la comprensione umana, la solidarietà, il senso dell’umorismo. Se risvegliato spiritualmente è dotato di illuminazione.
IL TIPO SCIENTIFICO: Si dedica alla ricerca disinteressata e si interessa dell’apparenza delle cose, al di là dei problemi filosofici e metafisici. Freddo e insensibile nei rapporti umani, riserva il suo amore per ciò che studia. I suoi difetti sono il materialismo, l’eccesso di analiticità, criticismo, arroganza ed orgoglio.
IL TIPO ORGANIZZATIVO: La sua attività principale è progettare e pianificare ed è dotato di disciplina. I suoi limiti possono essere il formalismo e l’attaccamento alle abitudini.
Assagioli riconosce che non sempre è facile collocare una personalità all’interno di un “tipo”, consiglia comunque di scegliere quello nel quale più ci identifichiamo.
Per approfondire l’argomento o per saperne di piu’:
www.esonet.org/encyclopedia/Psicosintesi
Popularity: 29% [?]
Start Slide Show with PicLens LiteEsperienze di Vetta
Un’altro modo di chiamare l’esperienza della Luce: Peack Expierences (esperienze di vetta) cosi’ chiamate da Abraham Maslow, che dai più è conosciuto per le sue gerarchie dei valori (la famosa piramide di Maslow).
Egli ha scoperto qualcosa ch’è ancora molto più importante.
Le chiama e le descrive come “peak experiences”, in italiano esperienze del picco o esperienze di realizzazione.
Dopo anni e anni di studi, scopri’ che tutte le persone molto vitali, quelle viventi come pure quelle morte che egli conosceva solo dai loro scritti,avevano in comune una cosa: avevano avuto esperienze mistiche.
Questa descrizione non ha avuto una buona risonanza nella letteratura psicologica.
Egli ha quindi presto cambiato questa espressione in “peak experiences”. Ma per tutta la vita è rimasto fedele al fatto che non c’è differenza tra “peak experiences” e l’esperienza mistica. Si tratta della stessa cosa.
Nel corso delle sue indagini Maslow ha constatato che non solo persone straordinarie hanno queste esperienze, ma che tutte le persone – nei limiti di quanto in psicologia si possa generalizzare – hanno queste esperienze.
Egli però ha anche constatato che la maggior parte delle persone poi le reprimono. Alcune persone interrogate al riguardo gli hanno detto di non averne mai parlato a nessuno, perché le consideravano un momento di pazzia.
Maslow disse al riguardo: per queste persone forse era stato l’unico istante in cui non erano pazze.
Secondo Maslow la piena salute mentale richiede la liberazione dei bisogni di crescita e di autorealizzazione, che spingono ad attualizzare potenzialità di intelligenza, bontà e creatività.
Le persone veramente sane e mature hanno sufficientemente soddisfatto le necessità fondamentali di sicurezza, appartenenza, amore e stima, e risultano motivate da tendenze di autorealizzazione (definibili come continua attuazione di potenzialità, di capacità e talenti, come compimento di una missione o vocazione o destino, come conoscenza più piena e accettazione della natura intrinseca della persona, come tendenza incessante all’unità, all’integrazione, alla sinergia all’interno della persona, e in fine alla trascendenza di sé, nella comprensione verso gli altri, nella saggezza, nell’onestà, volte al superamento di motivazioni egoistiche).
Queste persone sane hanno come caratteristiche osservabili una espressione creativa dell’intelligenza, una concezione della realtà superiore alla media, una accettazione maggiore di sé e degli altri, una maggiore autenticità, una maggiore capacità di concentrarsi sui problemi, un maggiore distacco e desiderio di privatezza, una maggiore autonomia, una maggiore capacità di apprezzamento, una maggiore interazione con l’intera specie, una struttura del carattere democratica con un saldo sistema di valori, ed una capacità di scegliere non ciò che piace ma ciò che è bene per se e questo generalmente è bene anche per gli altri.
“Si dice che l’amore è cieco. In realtà è l’assenza di amore ad accecarci”
Abraham Maslow
Secondo la prospettiva di Maslow, la psicologia avrebbe dovuto studiare e insegnare i modi non solo per uscire dalla psicopatologia conclamata da sintomi, ma anche dalla suddetta ordinaria psicopatologia che affligge le condizioni della supposta normalità, superando l’ignoranza del modo di essere buoni e forti, il timore della maturità, il terrore di sentirsi virtuosi e degni d’amore, imparando a trasformare l’aggressività in furia creativa e il dolore della vita in sfide evolutive.
Chi ha maggiormente sviluppato il pensiero di Maslow è senz’altro Ken Wilber.
Ken Wilber si afferma con le “ricerche sulla coscienza”, ricerche che avevano preso le mosse dalle testimonianze di Maslow sulle cosiddette “esperienze di vetta”.
Lo studio delle esperienze di vetta, dapprima iniziato come generica ricerca sugli stati non ordinari di coscienza, ha preso, con Ken Wilber, un andamento sistematico, mirante a delineare lo sviluppo organico della coscienza sino all’Illuminazione, testimoniata nei sistemi meditativi come riconoscimento delle verità inerenti alla vita e alla morte e infine come rivelazione della natura sacra del sé e della realtà.
“L’essere umano vale solo per la sua essenza e se non la realizza la sua vita è sprecata”
Carl Gustav Jung
Lo stato di Illuminazione è stato descritto nelle diverse tradizioni come samadhi, satori, nirvana, estasi mistica, etc., e assimilato all’autorealizzazione e alla liberazione dalla sofferenza prodotta dall’ignoranza ontologica.
Secondo la visione non-dualista non c’è separazione tra il sé e la realtà: il microcosmo è una versione in miniatura del macrocosmo, di cui è inscindibile parte come la goccia lo è del mare.
Il livello corporeo si riferisce alla dimensione fisica: qui la coscienza sperimenta il livello biologico del sé, l’istintualità quale sessualità e aggressività, e le emozioni.
La mente si riferisce al reame del pensiero e dell’intelligenza: qui la coscienza sperimenta l’energia sottile del pensiero e dei processi psicologici connessi con la volontà, il sentimento e l’immaginazione.
L’anima è la sede degli archetipi universali: qui la coscienza sperimenta gli aspetti luminosi delle immagini divine presenti nelle vette dell’individualità, le forme pure del vero, del bello e del buono, la somma delle più alte potenzialità umane.
Lo Spirito è lo sfondo e il principio inqualificato e indivisibile dallo Spirito universale: è qui che la coscienza realizza l’esperienza della non-dualità, l’eterna comunione tra il sé e l’intera vita, tra il sé e il Divino che informa la visione del Sapiente.
Come l’atomo è parte della molecola che è parte della cellula che è parte degli organi che sono parte del corpo, così il corpo è parte della mente che è parte dell’anima che è parte dello Spirito che è parte dello Spirito cosmico.
“Che la Luce sia con Te!”
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