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I fenomeni di telepatia, sono reali? (prima parte)
L’intuizione telepatica è una forma di esperienza in cui un pensiero improvviso, o una nuova idea, giunge alla coscienza senza antecedenti logici o sensoriali, ed ha riferimento reale con un’altra persona (o con eventi oggettìvi).
Rientrano nella casistica della telepatia, gli eventuali fenomeni di « trasmissione del pensiero », « lettura del pensiero », « suggestione mentale »,ecc..
In teoria, secondo la fisica quantica ed anche il panic selling globale a cui stiamo assistendo in queste ore nelle borse mondiali, la risposta sembrerebbe essere…”si”, tali fenomeni si possono ritenere reali.
Se siamo tutti interconnessi ed io sono sicuro di si, dovrebbe esistere realmente anche la capacità di comunicare telepaticamente.
Voi cosa ne pensate?
Nel campo dei fenomeni telepatici, le prime ricerche cui si può dare un certo valore scientifico risalgono intorno al 1875.
Di telepatia si è sempre discusso. La storia antica ci ricorda per primi i casi di Creso riportato da Erodoto, e quello del sacerdote Cornelio, narrato da Aulo Gellio.
Iniziamo con Creso, re della Lidia (VI sec. a. C),che aveva deciso di consultare vari « oracoli » per vedere quale risultasse più attendibile; inviò perciò sette messaggeri, uno per ogni oracolo, con l’incarico di chiedere all’oracolo stesso nel giorno centesimo dalla partenza che cosa stesse facendo in quel momento il re Creso; le risposte dovevano essere annotate e riportate al monarca.
Ci è stata tramandata soltanto la risposta dell’oracolo di Apollo in Delfo, la cui sacerdotessa (« Pizia » o «Pitonessa »), prima ancora che la domanda fosse formulata dal messo, parlò dimostrando una indubbia conoscenza dell’operazione, piuttosto strana e impensabile, alla quale in quello stesso momento re Creso accudiva personalmente e segretamente nella sua reggia.
Secondo quanto racconta Auto Gelilo, il sacerdote Cornelio avrebbe « visto », dalla sua sede di Padova, la battaglia che si stava svolgendo a Farsalo tra Cesare e Pompeo (48 a.C.).
Poi, subito dopo questi due casi, ci sono altre migliaia di racconti storici che si susseguono sempre a tal riguardo.
Tra i piu’ famosi riportiamo quello di Pio V il quale, dalla sua Sede Apostolica di Roma, avrebbe seguito le fasi della battaglia di Lepanto.
Si segnala anche quello riferito da S. Agostino: un suo allievo, volendo mettere alla prova un indovino cartaginese Albìcerio, ne ebbe una risposta sbalorditiva, poiché Albicerio « indovinò » i versi dì Virgilio cui il ragazzo stava pensando, e li ripetè in modo assai chiaro!
Era il 1756 quando Swedenborg, negli ultimi giorni di settembre, un sabato verso le quattro del
pomeriggio, raggiunse Gothenborg. Qui William Castel l’invitò a far parte di un gruppo di amici che aveva riunito a casa sua. Alle sei di sera Swedenborg, che era uscito in giardino, rientrò in sala pallido e agitato e disse che in quel momento era scoppiato un incendio a Stoccolma, nel Südermalm, e che il fuoco si stava diffondendo con violenza in direzione della sua casa. Era turbato e agitato oltre misura e uscì più volte.
Disse che la casa di un suo amico, di cui fece il nome, era ridotta in cenere e che la sua stessa casa correva un grande pericolo. Alle otto, dopo essere uscito di nuovo, esclamò con gioia:
«Grazie a Dio, l’incendio si è fermato tre porte prima della mia!».
Questa notizia sorprese enormemente il gruppo di amici e anche la città, dove la notizia si diffuse rapidamente. La sera stessa ne fu informato il governatore, il quale la mattina dopo chiamò Swedenborg e l’interrogò in proposito. Swedenborg descrisse dettagliatamente l’incendio, il suo inizio, la sua durata, la sua fine.
La notizia si diffuse lo stesso giorno in tutta la città, tanto più che il governatore stesso se ne era informato, e un gran numero di persone era in pena per i propri beni e quelli dei loro amici.
Gothenborg si trova sulla costa Occidentale della penisola scandinava, mentre Stoccolma è su quella orientale. La distanza tra le due città è di oltre 400 km in linea d’aria. La sera del lunedì arrivò a Gothenborg una staffetta che i commercianti di Stoccolma avevano inviato durante l’incendio. Nella lettera che portava, lacatastrofe era descritta in ogni dettaglio esattamente come Swedenborg l’aveva preannunciata.
La mattina del martedì il governatore ricevette un corriere reale con una relazione dell’incendio e delle sue conseguenze, delle perdite che aveva causato e delle case che aveva distrutto, senza che si potesse notare la minima differenza tra queste indicazioni e quelle fornite da Swedenborg.
In effetti l’incendio era stato domato alle otto.
Che la Luce sia sempre Con te!
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